SAN PIETRO PASSO’ DAVVERO PER LUCERA  ?

 

         Pare che l’antica leggenda che racconta di Pietro proveniente dalla Grecia e diretto a Roma che sia passato per la Puglia e Lucera  abbia sempre più qualche elemento di certezza .

         A Lucera , antica città  pagana , si tramandano luoghi e tradizioni  dove san Pietro battezzò presso il fiume Vulgano , nella località di San Pietro in Bagno  a 13 Km da Lucera sull’antica via che conduceva all’antica Arpi  per la via di “Palmule” e che ora va oltre fino all’attuale San Michele  e dalla parte opposta invece arrivava a Benevento .

         Come è noto ai vecchi quella zona fino agli anni cinquanta , prima della bonifica , era una zona paludosa dove era facile   reperire acqua senza scendere nella boscaglia .

         La tradizione racconta che San Pietro là  si bagnò le vesti per scendere in acqua come il Battista che battezzava a  Ennon (Gv.3,23)” perché ivi era abbondanza di acqua .”

         Dunque  incominciano a fiorire  elementi storici incontestabili su quella che era una semplice leggenda . Pensiamo  che varrebbe la pena scavare , visto il calibro del personaggio in ballo .

Chissà che scavando nella leggenda non  ne possa venire fuori la storia ?

         Il grande storico della Chiesa antica Cardinale Baronio , discepolo di San Filippo Neri , dichiara senza mezzi termini che San Pietro passò per Lucera in transito per la Puglia e consacrò San Basso Vescovo di Lucera , un nobile di famiglia romana  (Baronio ,annali) .

         Consacrò poi a  Ecae  San Eleuterio, a Sipontum un altro vescovo e a Benevento San Fotino.

San Clemente Romano nella sua lettera ai Corinti scritta intorno al 90 d.C. dice espressamente che gli apostoli provvidero a  eleggere dei Presbiteri o Vescovi in ogni comunità da loro fondata, per far crescere e governare quelle nascenti comunità che erano come tante piccole gocce d’acqua, il seme  nelle molte città pagane dell’impero.

         Epigrafi funerarie ritrovate nei cimiteri romani di Lucera antica, attestano effettivamente la presenza della famiglia dei Basso residente a Lucera. Gli storici compreso Tito Livio parlano di 2500 coloni romani della tribù rupestre dei Claudi trasferiti a Lucera al tempo delle guerre Sannitiche perché la città parteggiava ora per gli unì ora per gli altri.

         Ma i reperti storici più importanti oltre ai luoghi sono i corpi dei martiri conservatici dalla pietà cristiana, fino ai nostri giorni, vero miracolo arrivato fino a noi come la Sindone.

         Furono questi primi testimoni esemplari che diffusero il cristianesimo incominciando da piccoli nuclei in tutte le città pagane. San Paolo dall’Asia minore, ormai tutta attraversata e visitata, scrive ai Romani  e manda a dire che per lui non c’è più un campo d’azione da quelle parti: ha esaurito la sua missione (Rom. 15, 15- 24) e siccome non vuole costruire dove “ altrui” ha già edificato, soltanto passerà per l’Italia e Roma per poi proseguire per la Spagna. Si vede quindi  che l’Italia di allora era stata  tutta percorsa  in lungo e in largo  dai missionari e  a san Paolo che era bene a conoscenza della situazione, non restava che la Spagna, nell’attesa che i barbari confinanti venissero più da vicino a contatto della cultura latina.

         Questo “altrui” di cui San Paolo parla nella sua lettera ai Romani è secondo la tradizione  lo stesso San Pietro che occupava la sede Romana.

         Si può dire che dopo il 60 d.C. tutte le maggiori città dell’impero avevano un nucleo di cristiani con dei capi e si trattava di definire solo quale fosse stata la città di riferimento, che dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. non ci furono più dubbi per nessuno che questa fosse Roma.

         Questi primi Vescovi furono i continuatori dell’opera degli Apostoli e i primi discepoli sul territorio italiano. San Basso fu ritrovato per caso nel 1746 nella Cattedrale di Termoli perché venne nascosto essendo stato rubato dai termolesi a seguito dei longobardi dall’antica Cattedrale Apostolica di Lucera che era alquanto fuori mano rispetto all’attuale.

         Serviva un Martire per dare impulso alla nascente diocesi di Termoli e alla nascente Cattedrale nell’ottavo secolo.

         Fu nascosto per impedire che fosse scoperto dai legittimi proprietari ma con il passar del tempo si perse la memoria del nascondiglio fino al ritrovamento avvenuto per opera di Mons. Tommaso Giannelli dopo nove secoli, figura nobile e scrittore della Storia della Diocesi di Larino.

San Basso ebbe un riolo determinante  per la difusione del cristianesimo  nella Daunia Antica  e per questo  che ne è stata fatta richiesta di restituzione  alla diocesi di Termoli .-Larino.

Il Vaticano a cui tocca ogni giudizio ha presoa cuore la faccenda  e vuole la documentazione storica . Con Lettera del 2309/95 della Sacra Congergazione per la Causa dei Santi, che conosce il problema ..