SAN BASSO

Caro Don Marcello Paradiso, prima di pensare ad una nuova urna per San Basso, come lei dice, non crede che sarebbe meglio prima fare un po’ di chiarezza circa la storia di San Basso vescovo protomartire della Capitanata?

IL bello è che in tutte le sue numerose indagini storiche, non viene mai nominato un Codice Vaticano (II secolo) scoperto dal nostro Don Vincenzo De Sabato, in cui si parla di un Vescovo Basso, consacrato da San Pietro e morto nella persecuzione di Traiano intorno al 107d.C. il cui dies natalis è il 5 dicembre proprio come fu sempre venerato nell'antico calendario liturgico diocesano?

Non crede per una questione di onestà storica bisogna andare un pò più indietro del 1583 anno della prima edizione del Martirologio Romano e chiedersi quali sono le fonti a cui si rifà il martirologio del Card. Baronio?

In un'epoca in cui i biblisti ti eliminano interi periodi della bibbia nella Versione dei Settanta che è quella canonica della Chiesa cattolica, lei non mette in dubbio minimamente che il Cardinale Baronio abbia potuto avere una svista nell'attribuire quella data, il 5 dicembre, al martire di Nizza, confondendola con il San Basso di Lucera, quando qualcuno addirittura mette in dubbio finanche quella nota in cui il Cardinale aggiungerebbe che avrebbe avuto quelle informazioni da Nizza. Ma come mai prima a Nizza nessuno lo sapeva e non c'è traccia del 5 dicembre da nessuna parte?

Lei sa benissimo che prima della pubblicazione del Martirologio Nizza non ne sapeva niente, nella maniera più assoluta.

Ma veniamo alla storia della leggenda della spedizione predatoria dei termolesi a Marano per trafugare le spoglie del Santo avvenuta dopo il decimo secolo.

Si metta lei nei panni di un devoto termolese del dodicesimo o tredicesimo secolo che ha una cattedrale del settimo secolo con le statue di San Basso e tutto il resto, ma del santo non si trova più nulla.

Dove andrebbe a cercare un altro San Basso per trafugarne il corpo o cercare di avere almeno un braccio?

Non potevano mica venire a Lucera in quanto sapevano che non c'era più nulla.

C'era solo un altro San Basso nella storia della cristianità ed è quello del terzo secolo che si trova a Marano.

Ma loro però, aizzati da qualche ecclesiastico del tempo, forse un po’ ignorantello, che non poteva più predicare su San Basso quando lì non avevano nulla da vedere e da toccare, non sapevano, dicevamo, andando a Marano, che sotto la loro Cattedrale era nascosto il San Basso trafugato a Lucera nel VII secolo dai loro padri! Altrimenti per quale motivo questi cercano proprio un altro san Basso ?Non potevano rivolgersi ad un altro santo?

O credono che sia loro il San Basso di Marano, o cercano di associare quello di Nizza al loro in modo che tutto quadri con la storia dell'antica Cattedrale. Ma il loro piano non riesce e quindi debbono accontentarsi con un braccio e non più con la forza ma con l'astuzia.

No si spiega altrimenti la cosa.

Il vostro Mons. D'Agostino che tanto ci teneva a dire che il San Basso ritrovato da Mons. Giannelli è quello Nizza, rinnegando tutto quello che scrisse e disse il suo predecessore, in realtà conferma in una maniera inequivocabile che, in realtà all'inizio della Cattedrale di Termoli c'era un san Basso di cui non si trovava più nulla.

Questo San Basso non fu cercato dentro la Cattedrale, per fortuna, e quindi lo andarono a cercare fuori. Dove andarono? A Lucera c'erano già stati, quindi andarono da un'altra parte. La ricerca del secondo San Basso è la conferma che il primo è il nostro, non le pare?

Tutte quelle astruserie per dimostrare che i Longobardi andarono a Nizza, dimostrano solo una cosa, che in realtà un signore Longobardo orchestrò il trafugamento da Lucera nel VII secolo quando questa fu rasa completamente al suolo Da Costante II durante la lotta tra Bisanzio e i Longobardi per il dominio dell'Italia.

Ma su queste notizie ci sono dati e date certi, non fantasticherie di storici senza materiale su cui dibattere.

Come si spiega poi che intorno al tredicesimo secolo i Termolesi sentono l'esigenza di avere qualche pezzo da novanta da mettere nella loro Cattedrale vuota? Perché, sentono l'urgenza di portare a Termoli un San Timoteo?

Se i Termolesi avevano un San Basso perché vanno in cerca ancora di qualchecos'altro? O era proprio un difetto che avevano, cioè, di avere una cattedrale vuota perché il San Basso di Lucera non c'era più e, comunque non si trovava, quindi il tentativo di trafugane un altro a Marano andò pure fallito, non rimaneva che tentare coi Crociati in Asia minore dove altre diocesi avevano avuto maggior fortuna.

I Lucerini parteciparono numerosissimi alle crociate, ma non portarono qui nemmeno una reliquia, accompagnarono e ospitarono solo un papa di ritorno dalla Terra Santa.

Caro Don Marcello, viviamo oggi in tempi in cui non possiamo fare più affidamento sul devozionismo dei fedeli che giorno per giorno va scomparendo.

San Basso poi, sappiamo come c'è arrivato a Termoli, e ciò allontana ancor di più, per un difetto di origine, le giovani generazioni.

Lei però se dovesse appurare che i fatti stanno come le dico io, non deve spaventarsi e nemmeno deve tentare di dire a tutti i costi il contrario perché farebbe un pessimo sevizio a San Basso e alla sua stessa immagine di storico e decano della Cattedrale.

Saluti.

Il presidente del

COMITATO SAN BASSO

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