ALLE ORIGINI DELLA CULTURA CRISTIANA IN CAPITANATA E LA TESTIMONIANZA DI SAN BASSO

Secondo una fonte anonima del basso medioevo ripresa poi dalle cronografie dei monaci Cassinesi del X° secolo, il cristianesimo in Puglia arrivò con San Pietro e il suo seguito che sbarcò vicino Brindisi in seguito a un naufragio, proveniente dalla Grecia.Questi nel suo viaggio verso Roma visitò in Puglia le più grandi città pagane formando dei nuclei cristiani e lasciandovi vescovi.Il cristianesimo ,come tutti gli storici riconoscono, si diffuse in prima lungo le grandi vie romane di comunicazione le strade consolari ,militari e imperiali e una di queste attraversata spesso dalle legioni dirette in oriente è l’Appia-Traiana che ha il suo omologo in Oriente e in Macedonia e termina a Costantinopoli.In Capitanata sono nominati tre vescovi : quello di Sipontum,il cui nome non è riportato ,quello di Aece (Troia)dove però San Pietro non si recò ma inviò San Marco ,e quello di Lucera dove egli stesso battezzò i primi neofiti nella zona acquitrinosa di San Pietro in Bagno al Vulgano.

Tradizioni che smentiscono questa versione dei fatti e altri racconti del primo impatto del cristianesimo con la nostra terra non esistono ,e dato che i corpi (e i luoghi) di San Basso e di San Eleuterio esistono per davvero ,non possiamo non accettare per autentica la fonte anonima del basso medioevo che non pare abbia avuto intenzioni campanilistiche nel riferirle. Chi sono spesso in malafede e spesso nell’ignoranza che antepongono alle tracce storiche esistenti sono proprio quegli storici moderni che parlano più per arroganza che per uno studio scaturito dalla ricerca.

Non ci aspettiamo che illustri studiosi vengano a dare man forte a questa tesi ,specialmente se poi codesti hanno problemi di accettazione della storicità dei fatti evangelici e dello stesso Gesù Cristo, a noi basta che essa abbia un minimo di ragionevolezza e che non ci siano contraddizioni evidenti ,cosa finora che nessuno ha potuto dimostrare.

Dunque,con questi modesti inizi ,il battesimo , ebbe origine l'avventura cristiana della civiltà greco-romana delle nostre genti. E oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire queste origini!

Correva approssimativamente l'anno 53-54 dell'era volgare .La nuova cultura di cui il vescovo Basso era portatore ,di famiglia illustre lucerina e di cui ci sono rimaste testimonianze, rappresentava un capovolgimento di tutti i valori professati dal credo pagano del tempo. Sentirsi stranieri e vivere come tali nella propria patria era il minimo che poteva capitargli in una città di spettacoli e ricca di templi e divinità greco-romane come Lucera.Il sentirsi stranieri nella propria patria e in mezzo ai suoi comportava per i primi cristiani e per San Basso era un assoluto e continuo riferimento a Dio ;ogni luce ,ogni aiuto e consolazione veniva solo da Lui. Il rovesciamento dei valori pagani e l'innesto dei valori cristiani non poteva non suscitare che attrazione o ripulsa da parte di quanti lo avevano fino allora conosciuto. Questi nuovi valori culturali andavano testimoniati all'occorenza anche con la vita come lui stesso darà prova.

Il primato di Dio creatore di tutti gli uomini e il nuovo regno inaugurato da suo figlio Gesù Cristo  era qualcosa di assolutamente nuovo e inconsueto per la cultura di quel periodo; inspiegabile e insopportabile per la cultura del potere, della forza, della ricchezza, del successo politico e del sesso.

La cultura della solidarietà umana inaugurata da San Basso era come un profumo che spargeva intorno a sè e per quanti erano chiamati a credere.

Questa cultura del primato di Dio attraverso i secoli ha avuto nella nostra città molti imitatori e alcuni anche insigni. Non ultimo campione della fede fu San Francesco Antonio Fasani ,che nella sua triste epoca, come religioso, seppe testimoniare il primato di Dio su tutte le cose, e non solo,ma vide il male che attanagliava la sua epoca e la sua terra come diretta conseguenza dell'ingiustizia e della malvagità della cultura del suo tempo alla quale seppe dare una risposta di fede.

Alla nostra tradizione e cultura delle origini bisogna rifarsi anche oggi se si vuol dare una risposta ai dubbi e ai problemi che assillano l'uomo del terzo millennio che risiede in Capitanata ,il quale non ha altra scelta se vuole rtrovare la sua autentica origine e tradizione.

Basta con le diete delle false illusioni e tradizioni propinate ai giovani che hanno diritto dell'autentica conoscenza del significato e dello scopo della loro vita!

Non esistono risposte valide culturali alternative anche nella nostra epoca e territorio e non è possibile una cultura cristiana senza aver messo al centro di tutto Dio .

Infatti le esigenze della libertà non possono prescindere dalle esigenze della verità,la quale vuole essere trovata nella nostra realtà storica.

E' necessario però collocare i nuovi testimoni della fede della nostra terra in un piano di Dio storico-ecclesiale ben preciso senza eccessive e retoriche enfatizzazioni .

E' necessario scoprire il bagaglio cuturale che essi ci hanno trasmesso senza ridurlo a sterile e asettico devozionismo che una volta espresso ,non ha nulla più a che fare con noi.E' necessario recuperare la coscienza di essere chiesa coniugando il nostro passato peculiare col nostro presente. LUCERA- SAN GIUSTO  IV secolo d. C.

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